48) Marx. Il capitale variabile.
Dopo aver distinto fra capitale costante e variabile, Marx
analizza quest'ultimo e arriva alla conclusione che il saggio di
profitto, che grava su ogni prodotto,  destinato a diminuire
costantemente.
K. Marx, Il Capitale (vedi manuale pagine 49-51).

 Un capitale variabile, ad esempio di 100, rappresenta (a un dato
salario e a una data giornata lavorativa) un numero determinato di
operai messi in movimento; esso  l'indice di questo numero.
Supponiamo che 100 sterline rappresentino ad esempio il salario di
una settimana per 100 operai. Se essi fanno un lavoro necessario
pari al pluslavoro, se cio essi compiono ogni giorno per se
stessi, ossia per la riproduzione del loro salario, un lavoro di
durata uguale a quello che fanno per il capitalista, ossia per la
produzione del plusvalore, il valore complessivo del loro prodotto
sar di 200 Lst. e il plusvalore da essi prodotto ammonter a 100
Lst. Il saggio del plusvalore pv/v sarebbe del 100%. Questo saggio
del plusvalore si esprimerebbe per, come si  visto, in saggi del
profitto molto differenti a seconda della diversa entit del
capitale costante e quindi del capitale complessivo C, dato che il
saggio di profitto  pv/C. Se il saggio del plusvalore  del 100%,
si avr:
se c = 50, v = 100, quindi p = 100/150 = 66 2/3%.
se c = 100, v = 100, quindi p = 100/200 = 50%.
se c = 200, v = 100, quindi p = 100/300 = 33 1/3%.
se c = 300, v = 100, quindi p = 100/400 = 25%.
se c = 400, v = 100, quindi p = 100/500 = 20%.
Restando immutato il grado di sfruttamento del lavoro, questo
saggio del plusvalore si esprimerebbe quindi in un saggio
decrescente del profitto, poich insieme alla sua materiale entit
si accresce pure, anche se non nella stessa proporzione, l'entit
del valore del capitale costante e, per conseguenza, del capitale
complessivo..
 Se si suppone inoltre che questo graduale cambiamento della
composizione del capitale non avvenga soltanto in alcune isolate
sfere di produzione ma, in maggiore o minor misura, in tutte o
almeno in quelle di maggiore importanza; se tale cambiamento
modifica quindi la composizione media organica del capitale
complessivo appartenente a una determinata societ, questo
graduale incremento del capitale costante in rapporto al variabile
deve necessariamente avere per risultato una graduale diminuzione
del saggio generale del profitto, fermi restando il saggio del
plusvalore o il grado di sfruttamento del lavoro per mezzo del
capitale. Si  per dimostrato che, in virt di una legge della
produzione capitalistica, lo sviluppo di quest'ultima 
accompagnato da una relativa diminuzione del capitale variabile in
rapporto al costante, e quindi anche al capitale complessivo messo
in movimento. Ci significa soltanto che lo stesso numero di
operai e la stessa quantit di forza-lavoro, divenuti disponibili
per mezzo di un capitale variabile di una data entit, in
conseguenza dei particolari metodi di produzione che si sviluppano
nella produzione capitalistica, mettono in movimento, impiegano,
consumano produttivamente, durante il medesimo periodo di tempo
una massa sempre crescente di mezzi di lavoro, di macchinario e
capitale fisso d'ogni genere, di materie prime e ausiliarie e, per
conseguenza, un capitale costante di sempre maggiore valore.
Questa progressiva diminuzione relativa del capitale variabile in
rapporto al capitale costante, e per conseguenza al capitale
complessivo,  identica al progressivo elevarsi della composizione
organica del capitale complessivo considerato nella sua media. Del
pari, essa non  altro che una nuova espressione del progressivo
sviluppo della produttivit sociale del lavoro, che si dimostra
per l'appunto nel fatto che, per mezzo dell'impiego crescente di
macchinario e di capitale fisso in generale, una maggiore quantit
di materie prime e ausiliarie vengono trasformate in prodotto da
un eguale numero di operai nello stesso tempo, cio con un lavoro
minore. A questo crescente incremento di valore del capitale
costante - bench esso non rappresenti che di lontano l'incremento
della massa reale dei valori d'uso che costituiscono materialmente
il capitale costante - corrisponde una crescente diminuzione di
prezzo del prodotto. Ogni prodotto, considerato in se stesso,
contiene una somma minore di lavoro di quanto avviene nei gradi
pi arretrati della produzione, in cui la grandezza relativa del
capitale investito in lavoro rispetto al capitale investito in
mezzi di produzione  molto maggiore. Il prospetto dato a mo' di
ipotesi al principio di questo capitolo rappresenta quindi la
tendenza reale della produzione capitalistica. Insieme alla
progressiva diminuzione relativa del capitale variabile nei
confronti del capitale costante, tale tendenza d luogo a una pi
elevata composizione organica del capitale complessivo, ci che ha
per immediata conseguenza il fatto che il saggio del plusvalore,
ove il grado di sfruttamento del lavoro rimanga costante e anche
aumenti, viene espresso da un saggio generale del profitto che
decresce continuamente (mostreremo pi avanti perch tale
diminuzione non si presenta in questa forma assoluta, ma piuttosto
in una tendenza alla diminuzione progressiva). La progressiva
tendenza alla diminuzione del saggio generale del profitto 
dunque solo un' espressione peculiare al modo di produzione
capitalistico per lo sviluppo progressivo della produttivit
sociale del lavoro. Ci non vuol dire che il saggio del profitto
non possa temporaneamente diminuire anche per altre ragioni, ma
significa che, in conseguenza della natura stessa della produzione
capitalistica, e come una necessit logica del suo sviluppo, il
saggio generale medio del plusvalore deve esprimersi in una
diminuzione del saggio generale del profitto. Dato che la massa di
lavoro vivo impiegato diminuisce costantemente in rapporto alla
massa di lavoro oggettivato da essa messo in movimento (cio ai
mezzi di produzione consumati produttivamente) anche la parte di
questo lavoro vivo che non  pagata e si oggettiva in plusvalore,
dovr essere in proporzione costantemente decrescente rispetto al
valore del capitale complessivo impiegato. Questo rapporto fra la
massa del plusvalore e il valore del capitale complessivo
impiegato costituisce per il saggio del profitto che dovr per
conseguenza diminuire costantemente.
K. Marx, Il capitale, Editori Riuniti , Roma, 1964 5, l. terzo,
pagine 263-264.
